Ho iniziato a far politica attiva quando a Sansepolcro mancava poco alle elezioni comunali del 2004, quelle del gran rifiuto a Ugolini. In città si respirava una volontà di cambiamento, una città che si era cullata intorno alla sua Buitoni e che probabilmente da lì non era completamente ripartita. Non faceva difetto la politica, incancrenita da troppi anni di potere della stessa parte, la città aveva voglia di cambiare, di essere ascoltata.
Il mio sogno, il sogno di tutti quei ragazzi che da quegli anni hanno cominciato a far politica, tanto a destra, quanto a sinistra, quanto su posizioni più moderate, è stato quindi quello di superare certe piccole-grandi ingiustizie che hanno fatto passare la nomenclatura davanti a tutti, scordandosi delle vere ragioni del fare politica. Sono stati anni all’insegna del grande impegno in cui una nuova classe dirigente al Borgo ha provato, da sola, anche a volte guidando e conquistando interi partiti, di muovere le acque.
La città, in fondo, voleva esattamente questo, ed allora: nel 2004 votò Rifondazione Comunista, nel 2006 Polcri ed ora, nel 2011, ha visto soprattutto in Bianchi il cambiamento. Dei voti chiari nella ricerca di altro, per bocciare un partito autoreferenziale, DS prima e PD poi.
Lascio il testimone (in politica guai ad affezionarsi ai “posti”, è l’errore più grave) di Presidente del Consiglio dopo 5 anni di grande impegno, di decisioni importanti ed impegnative, prese a volte da solo, dopo aver cercato di tenere posizioni corrette che a volte sono andate contro il volere della maggioranza, cercando però di assicurare a questa la possibilità di lavorare correttamente. Ho goduto anche di un ottimo rapporto con l’opposizione nonostante gli esigui numeri della maggioranza, è un’esperienza, a volte anche aspra (a volte avrò pure sbagliato), che ricorderò però con grande piacere.
Questa nuova classe dirigente, giovanissima, non ha saputo ancora completamente imporsi. I risultati dell’ultima amministrazione del resto sono stati positivi ma si poteva fare di più, in politica occorre anche essere sinceri. Occorre però andare oltre, perché solo da una classe dirigente senza scheletri nell’armadio, con il cuore desideroso di dare più che di ricevere, si può pensare di cambiare la nostra città. Occorre una politica che sia di servizio e di ascolto, che respiri a pieni polmoni, che sappia ricucire un tessuto cittadino dilaniato.
Oltre gli steccati, che con il voto di Domenica e Lunedì Sansepolcro non smetta di sognare… vi invito ad andare a votare.
Gianluca Enzo Buono
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