Wikileaks, vuoi vedere che…
| 30 novembre 2010 | Filled under esteri, twitter |
Hanno tremato tutti, ma in fondo sono uscite fuori cose assolutamente ovvie e scontate che, per ora, fanno gridare al fiasco. Esiste un problema di mediazione in quanto gran parte di noi sarà fruitore degli stessi documenti solo di “seconda mano”, ovverò dopo che il mondo dell’informazione avrà scelto, ciascuno per la propria testata, come proporci l’ingente mole di documenti.
Detto tutto ciò, un messaggio è chiaro: Mentre nel passato c’erano le sole spie a poter carpire i segreti, oggi ci sono milioni e miliardi di occhi a giudicare. Sì, è una realtà da grande fratello, e non sarebbe una gran cosa, ma l’insegnamento che Wikileaks può dare ai potenti del mondo, ma pure a tutti noi, è di essere più trasparenti possibili perché tanto, oggi, tutti possono essere giudicati per ciò che si è.
Un consiglio invece ai potenti (che tutti possono cogliere)? Apritevi un profilo twitter e siate il più trasparenti possibile.
Update 1/12: una utilissima guida per non perdersi.
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