Il candidato Premier Pier
Ferdinando Casini su caso Alitalia
«È solo un bluff come nel 2004»
di Barbara Fiammeri
Nient'altro che un bluff. Pierferdinando Casini ne è convinto: «La
cordata italiana per Alitalia si materializzerà certamente prima del 13
aprile per volatilizzarsi all'indomani del 14, quando lo spoglio dei
voti sarà già avvenuto ». Il candidato premier dell'Unione di centro è
severo con l'ex alleato: «Mi lascia allibito dice mentre prosegue il suo
tour elettorale in Umbria Vuole immettere capitali suoi o dei suoi
figli? Lo faccia allora e in fretta, sgombrando il campo da quella che
al momento sembra essere solo una strumentalizzazione a fini
elettorali».
Ma perché non crede al
Cavaliere?
Le leggo una dichiarazione: «Per fortuna di Alitalia c'è Silvio
Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema
che altri non hanno saputo risolvere». Queste parole Berlusconi le
pronunciò il 17 febbraio del 2004, quando era presidente del Consiglio.
Come è andata a finire è sotto gli occhi di tutti.
Adesso la situazione è un po'
diversa...
Certo, nel senso che è peggiorata. La verità è che centrodestra e
centro- sinistra per sette anni si sono palleggiati le responsabilità,
con l'unico risultato di affossare Alitalia.
E Malpensa...
I destini dell'hub milanese e della compagnia di bandiera vanno tenuti
separati. Averli sovrapposti è stato assurdo e per Alitalia è stato il
colpo di grazia: basti pensare ai costi per il soggiorno di centinaia di
dipendenti che risultavano sempre in trasferta.
Vuol dire che la salvezza di
Malpensa è un errore?
Malpensa deve diventare anzitutto credibile. Il vero problema, di cui
pochi parlano, è che soffre la concorrenza di altri aeroporti del nord.
Ancora una volta Berlusconi ha dovuto chinare il capo, piegarsi al
diktat della Lega ma in questo modo potrà anche vincere le elezioni ma
non riuscirà a governare: ha scelto di liberarsi del Centro per rimanere
intrappolato nella rete del Carroccio.
Ma Berlusconi non è il solo a
definire la proposta di Air France un «ricatto».
Se avesse fatto l'accordo tre anni fa le condizioni sarebbero state
diverse. Invece si è preferito far ricorso a degli escamotage, che hanno
solo prodotto un peggioramento sia per Alitalia che per Malpensa. Ormai
siamo di fronte a un bivio: il fallimento o Air France.
Oppure la cordata italiana...
Lo ripeto:se c'è,se Berlusconi è intenzionato a entrare lo faccia ora.
Spinetta (il presidente di Air France, ndr) non fa nessun ricatto ma
solo gli interessi dei suoi azionisti. Capisco che noi non siamo
abituati ma se siamo in queste condizioni, se il prezzo è diventato
questo, non è colpa dei francesi ma solo nostra. Certo che è davvero
incredibile...
Cosa?
Che in questo Paese ci si presenti come liberisti o statalisti a giorni
alterni. Che il campione del liberismo, ovvero Berlusconi, usi gli
stessi argomentie persino le stesse parole dei sindacati, i quali su
Alitalia hanno responsabilità enormi. Ecco, questo è incredibile, o
meglio, poco serio per chi si candida a guidare il Paese.